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martedì 4 novembre 2008

Mary Star Gelmini scrive agli studenti

Cari studenti, ho rimasto il tempo per spiegarvi una cosa che non potevamo più farne a meno oltre.

Sotto l’egìda del governo Prodi, che a me mi pareva che se durava meno era meglio, la squola è stata riformata male. Ma noi stiamo lavorando per fare molto più meglio. Non scorderò mai la lezione che mi imparò il mio maestro unico: “Mariastella, chi fa da se è male accompagnato”. Così vi dico: contestate pure, ma non nelle ore di lezzione. Contestate a casa, contestate nel lunch-break, ma confrontatevi con chi ha a quore le vostre robe.

Come diceva quel prete lombardo, don Milano, anche io vi dico “Ai ker”. Insieme possiamo fare una riforma dalle Alpi a Semiramide, dalle Melanzane al Treno. Ditelo anche al personale decente: io non sono Attila, il fratello di Dio. Stò solo cercando il modo di modernare il paese secondo le tre I: Internet, Inglese e Io ho preso la bilitazione ha Reggio Calabria.

In fede, Mary Star

Geniale!
(trovato su http://precariliguria.blog.kataweb.it/2008/10/24/mariastella-gelmini-scrive-agli-studenti-satirico/ )

sabato 25 ottobre 2008

"...picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano"



«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» - INTERVISTA
(23 ottobre 2008) - fonte: Giorno/Resto/Nazione - Andrea Cangini - inserita il 23 ottobre 2008 da redazione

ROMA - Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere?
«In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

mercoledì 23 gennaio 2008

BandeapART!!!



Non riesco neppure a esprimere tutta la mia felicità!
Ci siamo riusciti!
Abbiamo organizzato la più bella mostra d'arte del nostro liceo ( sì, la più bella, lasciatemelo dire!). Per la prima volta ho visto un gruppo di persone legate dalla stessa passione lavorare insieme. Per la prima volta i fighetti, michelangiolini doc, si sono uniti agli sfigati. Abbiamo occupato la scuola fino alle 6 di sera pur di portare a termine l'impresa. Abbiamo ricoperto i muri di colori e di sogni. Sulle finestre abbiamo messo delle tende di carta fotografica, i muri bianchi di cui il preside andava tanto fiero sono stati sporcati con dei graffiti icorniciati e incollati con patafix, il buio corridoio di repubblica è stato illuminato di tramonti e demoni a olio.
Sono riuscita a realizzare un sogno nato durante le vacanze in Norvegia. Anche se poi la decisione di iniziare questa impresa è stata causata da un desiderio di vendetta personale (la vendetta è un piatto che va gustato freddo...quant'è vero!!!), ora mi rendo conto che volo molto più in alto.
Ringrazio tutti: dalle "pascoline" venute a soccorrerci (grazie cip!), agli sbandati che si mettono a stendere lo skotch per tutta la lunghezza di un'aula, da quelli che non sanno neppure tagliarsi i cartoncini per fare le cornici a quelli che fanno calcoli astronomici per dare una parvenza d'ordine, da quelli che la mattina si sono schiantati con la bici contro un motorino a quelli che "qualcuno c'ha lo skocce perché io..."

Adesso non ci resta che invadere la città e i suoi muri...
(delirio di potenza)

domenica 23 dicembre 2007

il diciottesimo...mobbasta veramente!!!

Ennesima nottata di diciottesimi!
L'anno sta per finire, si spera finiscano anche i diciottesimi, da quelli strafighi, in cui si sniffa coca e si balla al ritmo del dj, a quelli sfigatissimi, tre gatti e un bigné.
È da tantissimo che non scrivo un post (colpa dei diciottesimi?). Mi ci vorrà un po' per riprendere la mano.
Lascio, intanto, sul net una vignetta (riferimenti a persone realmente esistenti sono puramente casuali).



(Per ingrandire l'immagine, clicca!)
P.S.
Abbasso il michelangiolo!

lunedì 22 ottobre 2007

La cosa rossa

Avanti pop!


Eravamo un milione.
Manifestazione a Roma contro il precariato. Cip e Ciop c'erano. Partite con il pulman dei "comunisti italiani Novoli" (ma chi sono?) abbiamo conosciuto "la Peppa e la Paola" femministe sessantenni, belle e dai grandi ideali. Niente pulman degli studenti per noi, ma un pulman di over 40 (le madri erano tranquille). Arrivo ad Anagnina. Qui un vasto parcheggio rigurgitava pulman. Sembrava quasi che il corteo fosse partito già, ma eravamo ancora fra l'ikea e i venditori ambulanti della periferia romana. Mentre i precari napoletani urlavano al megafono "Uhe! Guaiò...vediamo di nun perderci!", tutti tiravano fuori il corredo del manifestante: bandiere rosse e arcobaleno, fischietti, sciarpe rosse, striscioni. Nei passaggi sotterranei della metro, illuminati da immensi palloni dorati, cinesi spaesati vendevano le loro cianfrusaglie, nigeriani divertiti esponevano su lenzuoli bianchi oggetti di marche false, i barboni urlavano e cantavano "compagni compagni!", un corteo di extracomuntari esponeva i suoi striscioni negli stretti passaggi urlando "siamo tutti clandestini".
Nella metro si ride, si scherza, si fanno progetti e previsioni sui numeri della giornata, senza false speranze sul successo della manifestazione; sembra che i vagoni della metro, urlanti e colorati di rosso, bastino per contarsi. Un grande esodo che sale e sale per le scale mobili. Qualcuno accenna "Avanti popolo...", segue un coro festoso, moltiplicato dalla eco dei tunnel sotteranei.
Usciti dalla stazione Termini, c'è già il mondo. C'è anche la piccola Marghe, la sorellina della Zo, con una bandiera della pace nelle mutande; al'età di un anno appena corre per la piazza!
Abbiamo iniziato a sfilare tra i "tchovani di sinistra". Un magacamion corredato di casse "spaccava". Sulle casse un trentenne (forse un quarantenne) continua a sorridere forse inebetito da fumi di scarico e non.
Cip e Ciop non resistono... troppo "scialo". Allora si parte all'esplorazione dei vari cortei. Meglio sfilare con quelli della Fiom, con gli interisti-leninisti (c'erano pure loro, per dare un contratto a tempo indeterminato per Ibrahimovic!), con gli omosessuali e le lesbiche, con il movimento Novat (No Vaticano), con gli animalisti e i vegetariani (Ma sì! i vegetariani sono, dunque, di sinistra e gli amici della bistecca di destra?), con i "compagni" ottantenni, con gli universitari ( minchia gli universitari di sinistra!) e i ricercatori, con gli immigrati (magrebini, indiani, filippini, arabi, le donne delle pulizie sfilano con le loro bambine avvolte dalla bandiera dei comunisti italiani) e i rom sempre più odiati, con gli anarchici e i marxisti-leninisti (meglio gli interisti-leninisti!),....eravamo troppi. Il grande corteo finisce in piazza San Giovanni.
Noi ci siamo restate soltanto il tempo di prendere un tè caldo, ascoltare i Têtes de bois e sentire un operaio parlare di una morte bianca di troppo. Tempo di riflessione.
Poi si riparte, di nuovo metropolitana. I napoletani cantano e urlano, i livornesi fanno i beceri come al solito, ma tutti sono felici, sorridono e pensano "ma quanti siamo! Allora c'è ancora la forza di opporsi, di protestare. Anche se la stampa tacerà, non dirà il nostro numero, tacerà le nostre motivazioni, sovrapporrà alla protesta la logorrea demagogica dei politici, io c'ero e ho preso coscienza."
Stanco e felice il popolo dell' "estrema sinistra" torna a casa. "Estrema Sinistra", ecco come viene definito il milione di manifestanti dalla televisione, per mettere paura ai ben pensanti. "Estrema Sinistra"? Qualcuno dice "è la manifestazione del partitino, i soliti fanatici".
Le due vecchie "Peppa e Paola" al ritorno in autobus avevano ancora più energia di Cip e Ciop, abbioccate sull'ipod e con i piedi dolenti (si Cip ammettilo...quelle sì che erano toste!)

"Oh Peppa! Un c'è più religione persino i fascisti vanno a tinger di rosso le fontane!" commentano il fatto del giorno, il futurista fascista che ha tinto di rosso la fontana di Trevi.

lunedì 10 settembre 2007

Sceriffi e inquisitori


Basta, non ce la faccio più! Devo aggiornare il mondisa!!!
Pur di fare un post, ancora segregata in campagna, userò il collegamento a internet via cavo ...una lentezza indescrivibile! (Sì, sono ancora a Montaioncino, sperduta e senza ADSL).

Sono tornata in Italia il primo di settembre, dopo cinque settimane di esilio oltre frontiera ...e sinceramente, era meglio restare all’estero. Non c’è niente da fare, questo paese non mi mancherà mai.
Appena arrivata a casa ecco che sento parlare di rom scacciati e insultati a Pavia (sindaco DS), di lavavetri, accattoni e graffitari che si devono preparare ad affrontare il duro pugno della giustizia (la chiamano legalità urbana) e poi...del Vday. Ecco finalmente un’iniziativa che merita, mi dico! ( non a caso ho il link di Beppe Grillo). Ma subito si mette in moto la macchina della censura. Così in prima pagina (Repubblica) Beppe Grillo viene tacciato di populismo (firmato Michele Serra) e di qualunquismo (il gran filosofo Cacciari). Nei telegiornali non si parla della notizia, regnano invece solamente le opinioni dei politici; così, mentre il tg1 non passa neppure una sola immagine, ma parla dei rimproveri di Casini a Grillo, il tg3 ci concede poche immagini senza suono di Grillo a Bologna, soffocate però dai commenti di una sinistra che si sente minacciata ( anche Diliberto dice “L’antipolitica è sempre stata di destra”) e una destra che sembra non capire di essere messa nello stesso carro dei suoi avversari (il piccolo Trrrrrremonti apprezza Beppe Grillo!!!). L’unico ad approvare l’iniziativa è il sempre solitario Di Pietro.
Ma chi ha sentito parlare il vero protagonista, Beppe Grillo, nel trantran giornalistico? chi ha visto comparire sul palco a Bologna Gino Strada, Travaglio, Gomez e Sabina Guzzanti? Tutti gli schieramenti politici vogliono mettere a tacere un movimento che delegittima il politico di oggi, sia esso di destra o di sinistra.
Allora mi viene da pensare: se Beppe Grillo con il suo Vaffanculo è “populista” (come affermano politici e giornalisti e ben presto tutti i benpensanti lettori di giornali e spettatori televisivi) cosa sono i sindaci sceriffi, quali Leonardo Domenici? Perché è assai facile per farsi pubblicità in funzione di una futura carriera politica (ahimé il sindaco non lo può più fare il signor Domenici) ripulire le strade di Firenze, buttando via lo sporco sotto il tappeto.

Sono stanca di vivere in una città a misura di turista, ma che non offre nulla per i giovani, che non innova, ma vieta.
Dopo la mia lunga vacanza estiva in giro per l’Europa, mi resta ben impressa nella memoria Parigi: in ogni square o giardino una zona wifi gratuita, Paris plage, piste ciclabili e biciclette noleggiabili senza problemi, sconti per studenti dovunque, iniziative per invitare la gente ad andare al cinema (3 jours 3 euros), una città piena di problemi, ma sicuramente più propositiva e viva. Basterebbe poco (ma sicuramente non la misera imitazione di Paris plage, davanti alle Rime rampanti, uno spiaggione deserto che ha sostituito una zona palustre dove fino a qualche mese fa andavano a zampettare i pochi aironi che stavano iniziando a ripopolare l’Arno).
Allora, perchè un altro mondo sia possibile, mi raccomando: anche se ormai non è più necessario andare a firmare la proposta di legge popolare di Grillo, andate a vedere il nuovo film della Guzzanti (come al solito mi sono ritrovata in una sala semideserta con pubblico over sixty), Le ragioni dell’aragosta, dove si ritrova tutto il vecchio gruppo di comici di Avanzi...mi sono anche commossa.
Poi...
...la lotta per quest’anno deve ancora cominciare...

lunedì 11 giugno 2007

Bioetica per tutti!


La scuola è finalmente finita,
ma non poteva chiudersi in bellezza.
Se qualcuno recentemente ha seguito la cronaca fiorentina su Repubblica, si sarà interessato alle vicessitudini nelle quali è stato coinvolto il "miche". Il liceo classico di via della colonna nell'ultimo collegio docenti ha approvato la proposta di due professori di religione di condurre dei corsi di bioetica tenuti da dei membri del comitato Scienza e Vita, emanazione di Azione Cattolica. Inutile domandarsi quale sia la posizione di tale comitato, ma per saperne di più potete sempre visitare il sito http://www.azionecattolica.ge.it/Pages/REF_comitatoscienzaevita.html. Ovviamente il mitico collettivo SIL (studenti in lotta e la rima "botta" non è un caso) penso non ne sappia niente: nessun urlo di protesta, solo facce compiaciute di CLini.
Ma la gente deve sapere: questa è la scuola laica e statale!? E non mi si vengano a dire stronzate sulla pluralità delle opinioni, perché non si tratta di una semplice assemblea o conferenza con parte e controparte, ma una serie di "lezioni" (quali studi hanno compiuto in scienza e vita per venire a parlare in un liceo?) sovvenzionate dalla scuola anche con i 100 euro di iscrizione che ogni studente fornisce a inizio anno. E se (tenterò di non fare nomi) una professoressa di greco e latino il giorno dopo sempre sulla Repubblica afferma: "Abbiamo ospitato Margherita Hack che parlava del cosmo, ma che poi, sollecitata dalle domande degli studenti, ha finito con l'esprimersi sulla bioetica e certo questa scienzata non è imparziale...siamo una scuola laica che lascia spazio a tutte le opinioni." direi che Margherita Hach, donna di scienza e di cultura, può permettersi di parlare di scienza al contrario di un prete: non dimentichiamoci degli errori già compiuti dalla chiesa quando a quanto pare il sole girava intorno alla terra.
A quando la negazione dell'evoluzionismo di Darwin nella scuola della futura classe dirigente!
Allora chiedo in prestito le parole di un uomo che ha espresso con più alte parole la propria opininone su quello che è il rapporto fra chiesa e scienza, Bertolt Brecht, in vita di Galileo: colloquio fra il papa Urbano VIII e l'inquisitore
Inquisitore: " Il mondo è percorso da un'inquietudine nefanda; e l'inquietudine dei loro cervelli, costoro la trasferiscono alla terra, alla terra immobile. "Le cifre parlano chiaro" questo è il loro grido di battaglia! Ma donde provengono quelle cifre? È presto detto: dal dubbio. Loro mettono in dibbio ogni cosa; e possiamo noi fondare la compagine umana sul dubbio anziché sulla fede? [...] Che succederebbe se tutti costoro, deboli nella carne, inclini ad ogni eccesso, tenessero per valida istanza solo la loro ragione, come va predicando quel forsennato? Una volta che dubitassero se il sole si sia davvero fermato in Gabaòn, i loro sporchi dubbi, i loro sporchi dubbi potrebbero estendersi anche alle questue!"
Ma concludo con le parole più ottimistiche di Galileo a Sagredo: "...Ma la vecchia donna che, la sera prima del viaggio, pone con la sua mano rozza un fascio di fieno in più davanti al mulo; il navigante che, acquistando le provviste, pensa alle bonacce e alle tempeste; il bambino che si ficca in testa il berretto quando lo hannon convinto che pioverà, tutti costoro sono la mia speranza: perché tutti credono al valore degli argomenti. Sì: io credo alla dolce violenza che la ragione usa agli uomini. A lungo andare non le sanno resistere. [...] Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano.

domenica 6 maggio 2007

Ansia deuxième tour...


Ho votato per la prima volta: due voti nel giro di due settimane al consolato francese. Delirio di onnipotenza da primo voto...ma non nascondo un'ansia simile a quella che aveva colpito la mia famiglia un anno fa ad aprile.
Sono per le donne al potere, non c'è da nasconderlo...
In attesa di notizie dai tg francesi (anche se sospetto che seguirò i risultati su Les guignoles de l'info, programma satirico che mostra anche la Guzzanti nel suo film Viva Zapatero) speriamo tutti in un risultato non ancora valutato dai sondaggi...

giovedì 3 maggio 2007


Uno spettro si aggira per il Michelangiolo: lo spettro dello sfigato. Tutte le potenze del vecchio Michelangiolo, papi e zar del conformismo, radicali e poliziotti del pensiero unico, quelli che si credono “alternativi”, quelli che si credono “pottini”, quelli che l’importante è far parte di un gruppo, si sono alleati in una santa caccia spietata contro questo spettro.
Qual è l’individuo che non sia stato tacciato di sfigato dai suoi avversari che si trovano al potere? E qual è l’arrampicatore che, a sua volta, non abbia ritorto l’infamante accusa di sfigato contro gli individui più avanzati o contro i suoi avversari?
Non sei “alternativo”? Non sei “pottino”? Non hai vestiti di marca? Non porti pantaloni calati fino alle ginocchia (non hai neppure mai portato sul culo la scritta col tuo reddito, anzi quello dei tuoi genitori... ah... i bei tempi andati... ma dove li avete nascosti tutti quei pantaloni!)? Sei démodé? Porti colori che coloro che sanno giudicano poco treeeendy ? Porti accessori sbrilluccicanti di strass che la vera alternativa di classe trova kitsch e volgari? Non fumi e per questo non puoi entrare nei circoli più prestigiosi della vita sociale del cortile? Non hai voglia di sputtanare soldi in fumo (in tutti i sensi)? Sei un brutto anatroccolo e hai la lisca? Non sei in formato modella anoressica e non hai neppure voglia di intraprendere una dieta? Hai un’eruzione di brufoli che nessuno ti fila? Non hai addominali d’acciaio e sei bianco come una mozzarella perché le lampade ti fanno soffrire di claustrofobia e perché soffri di un rarissimo eczema atopico? Il tuo libretto delle giustificazioni è ancora immacolato e obbedisci sempre alla mamma ( mentre il cannato nascosto sulle scale antincendio obbedisce alla mamy, altrimenti non ha la paghetta)? Il tuo libretto delle giustificazioni è già finito e il resto della classe ti guarda con spietata pietà bisbigliando “tanto boccia”? Fai battute che nessuno capisce o ci metti cinque minuti a capire quelle degli altri? Nessuno si degna di salutarti all’entrata di scuola nonostante vi conosciate dalla materna e siate ancora nella stessa classe? Non sciali, non strippi, non sbombi, non dici pesissimo, non riesci a parlare con l’accento strascicato e tanto figo che usano i leader del Miche? Non hai un sorriso fotogenico e questo ti creerà dei problemi sul dannatissimo annuario dove tutti lo potranno vedere in saecula saeculorum? Sei timido? Sei troppo socievole? Sei schizofrenico? Ti piace leggere Semonide d’Amorgo e c’è chi ti prende per pazzo per questo? Sei uno dei cinque disgraziati che sabato è andato a scuola, non si è giustificato ed è finito inevitabilmente interrogato? C’è chi ride alle tue spalle e ti lancia sguardi snob? Ti danno del quartino sfigato e poi ti chiedono sdolcinatamente un cicchino sapendo che tu non aspettavi altro che poter parlare con uno degli zar della scuola? Ridono del fatto che sei una pischella, stupida aggiungono tra di loro, che gli va dietro, ma poi godono in segreto del tuo sguardo?
Da questi fatti si ricavano due conclusioni.
Lo sfigatismo è ormai riconosciuto come potenza da tutti i pottini, gli alterna del mondo.
Vi chiamano sfigati perché hanno paura di voi: siete gli unici a non essere stati ancora classificati... e ci pensano loro a classificarvi.
È ormai tempo che gli sfigati espongano apertamente a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro scopi, le loro tendenze e che alla fiaba dello spettro dello sfigatismo contrappongano un manifesto del partito.
A tal fine gli sfigati delle più varie scuole si sono riuniti e hanno redatto il seguente manifesto.

Sfigati di tutto il Michelangiolo, è arrivato il tempo di buttare giù dal piedistallo questi falsi zar dal woolrich, questi papi dall’aspetto bello e dannato, terribilmente anticonformista, sono tutti della stessa pasta. Prendete coscienza della vostra vera forza: scrivete sui muri quello che pensate, uscite dal branco.
Sfigati di tutto il Michelangiolo, prendete finalmente il potere in questa scuola di figli di papà. Che le demenziali classi dominanti che regnano in questa scuola tremino al pensiero di una rivoluzione di sfigati. Gli sfigati non hanno da perdervi altro che le loro catene. Da guadagnare hanno un mondo.
Sfigati di tutta la scuola unitevi!

giovedì 15 febbraio 2007

Diesel for global warming


Sognavo davanti ad un paio di scarpe con tacco sadomaso su Vogue Inghilterra, quando lo sguardo mi è caduto su una pubblicità della Diesel (che potete vedere sopra). Una modella in jeans attillatissimi a sigaretta, con labbra in posizione orgasmica si rinfresca con un ventaglio, in equilibrio instabile su due tacchi a spillo vertiginosi sopra una scogliera impervia di roccia lavica (primo dettaglio sconcertante), davanti ad un mare azzurro e trasparente e una tribù di pinguini (secondo dettaglio sconcertante. Siamo all'Eolie o in Patagonia?). In alto a destra il Marchio e sotto, nell'angolo a destra, il messaggio vero: " Global Warming READY". Ne ho viste tante di pubblicità di cattivo gusto, ma mai che sfiorassero un tale livello di maleducata noncuranza per un problema che si fa sempre più grave. È la risposta Diesel (un nome che è tutto un programma) alla "Scomoda Verità" di Al Gore. Spostiamoci tutti in jeans e ventaglio all'Antartide!
Per questo invito chiunque a boicottare i prodotti diesel e se, come me, non vi è mai passato per la testa di sprecare soldi per tali preziosi "manufatti", continuate così che siete sulla giusta strada.
In più consiglio di andare a vedere "An Inconvinient Truth" di Al Gore, malgrado il tono americano e patriottico e a volte lamentoso di un "exfuturopresidente" , resta un film impegnato e ben documentato. Da un lato, in certi momenti, il film langue con la voce di Al Gore che racconta la sua infanzia nei campi di tabacco del padre, in altri sembra un film di aperta campagna elettorale, si spera, però, che faccia breccia nell'americano medio e dia i suoi frutti.
Se non ho ancora convinto nessuno ad andarlo a vedere...sappiate che ha collaborato alla produzione del film Matt Groening, cretore dei simpson e di futurama, con alcuni suoi cartoni divertenti ( per esempio "None like it hot") che potete vedere su toutube.
Mentre la Diesel propone la sua fashion-soluzione del problema "global warming", Steve Job, creatore della Apple, ovvero del sistema Mac, ha deciso, insieme a Greenpeace, col progetto GreenApple, di impegnarsi per diminuire la produzione di rifiuti elettronici, permettendo in ogni applecenter di restituire il prodotto rotto o troppo vecchio che poi verrà riciclato (per saperne di più andate sul sito http://www.greenpeace.org/apple/).

domenica 14 gennaio 2007

Marx e i suoi amici


Al telefono
cioppe:"Ciao"
cip:"Ciao, come sta tuo fratello?"
"Bene, anche troppo...sta giocando al computer, qui davanti a me"
"Chiedigli come è andata poi..."
"ora sta alzando il pugno verso il computer."
"Oh! bravooo"
"Sì, sta giocando al suo nuovo videogame, "Marx e i suoi amici"."
"Davvero!!! Che ganzo!"
silenzio
"Non so se l'hai capito...ma ti stavo sfottendo."
"ah..."

sabato 23 dicembre 2006

Quando la rivoluzione scoppia in ritardo


Le eccezioni che confermano la regola ci sono, come pure i casi straordinari che non avverranno mai più nei secoli.
Così il mio sgangherato liceo classico con l'ultima assemblea del 23 dicembre ha deciso di occupare.
C'erano già gli esaltati che si vedevano a mangiare il cenone di natale su un banco di scuola e a aprire lo spumante dell'ultimo dell'anno in un cortile tappezzato di cicche. Strano, ma diciamo sempre di odiare la scuola e quando finalmente la possiamo lasciare per un po' non vogliamo e occupiamo.
Bel regalo di natale sarebbe stato per il caro preside. Uso il condizionale perché...il perché è ovvio, perché qualcuno ha avuto la sana idea di andare a casuccia dai parenti pieni di regali.
Io fin dall'inizio dell'anno nei miei momenti di mondisa in classe guardavo le mie compagne ormai ciniche e disinteressate e dicevo:"Io basta. Occupo questa classe,...la classe è mia!". Ma ci si sente sempre così soli nelle battaglie politiche.
Poi parte la miccia e un quartino esaltato prende il megafono e tutto rosso urla:"Ragazzi...OCCUPIAMO!!!"
Divertente sì.
Le motivazioni di tutto ciò? Troppe e troppo complicate da spiegare, soprattutto ora, dopo che sono stata tutto il pomeriggio a fare lo scriba per tentare di redarre una specie di manifesto di protesta insieme a quintini e quartini esaltati.Ah illusi! Non conoscono ancora il sapore della cinica indifferenza che si prova dopo i primi anni di tentata e agognata lotta politica.
Ma per avere un'idea di quello che è la mia scuola "d'eccellenza" sappiate questo: Test Aqua, "valutiamo la tua scuola e se superi la sufficienza ti mettiamo il bollino d'oro"(papale papale).
"Ti piace la tua scuola, la struttura, i prof., ti ci riiscriveresti?...ecc"
Se le quinte hanno risposto positivamente le seconde, che ci stanno da quattro anni nella scuola, le hanno dato l'insufficienza, compresa la sottoscritta. Ma ecco la risposta al nostro test:"Esiste il problema delle seconde classi e in genere delle classi liceali...Questo disagio ha senza dubbio origine dalla fase di crescita."
Ma mi prendete per il culo!
1.In un sondaggio stanno i fatti non le opinioni personali.
2.È possibile(anzi direi indiscutibile) che le seconde classi abbiano un'idea più precisa di quello di cui parlano, essendo state per quattro anni nella scuola; quindi il "disagio" non può essere ridotto ad un problema di crescita (io sono cresciuta, e da un bel po'!).
Sono incazzata e da tempo.
Ma nel frattempo la vita della scuola va avanti con telecamere che ci osservano, programmi sul computer che segnalano ogni tua assenza e le solite svastiche e croci celtiche che proliferano fra i banchi. E mi vengono a dire che sono una povera adolescente disadattata!
Così il mio preside è diventato un grande fratello e così è finalmente scoppiata la rivoluzione, un po' in ritardo.