È più forte di me.
Avevo provato a fare pulizia di post un po' troppo personali. Ma la necessità, di riordinare un paio di eventi ancora una volta personali è irrinunciabile.
Non so come gestirò la cosa,cercando di conservarne anche il carattere universale.
Opzione a) Diventare psicologa di una rubrica di rivista da quattro soldi nella quale mi spedisco lettere e mi rispondo da sola, quelle rubriche genere "Il mio uomo non è più attratto da me. Secondo lei il Sado-Maso è una risposta?" o "Mio figlio gioca con le bambole di sua sorella. Come posso curarlo?" o "Sono una babysitter e mi scopo il marito della mia datrice di lavoro" ecc. Le lettere sarebbero ovviamente anonime, così mi racconterei le cose, mi sfogherei e ne trarrei un insegnamento.
Opzione b) Iniziare a pubblicare racconti allegorici preferibilmente con protagonisti zoomorfi. Mi piacerebbe essere rappresentata simbolicamente da un surikata, un lemure o una sardina, a scelta. Il tutto apparirebbe così molto saggio, genere saggezzamitico-tribale, che insomma non offende nessuno e distribuisce perle di saggezza.
Opzione c) Iniziare un romanzo autobiografico. Fuorimoda (come dice anche Dave Eggers nel suo romanzo autobiografico L'opera struggente di un formidabile genio, consiglio di lettura gratuito fra le righe) e dispendioso a livello di tempo con tutti gli esami che mi aspettano.
Opzione d) Presentare il tutto attraverso un narratore onniscente (Dio, il gatto, il pensionato sulla panchina) e parlare di Isa in terza persona, evitando l'immodestia, oppure, per conservare una maggiore privacy al posto di ogni nome proprio mettere nomi in codice tipo Rutto, Puffo, Baffo, Sbronza, ecc. (la scelta dei sostantivi è puramente casuale, ho un generatore di parole a vapore che può sputare fino a 1000 parole sconnesse all'ora).
Per ora sceglierò un film che calza a pennello con l’evento che devo raccontare: poiché ha personaggi inventati, vestiti con abiti anni '50, in bianco e nero, interpretati da ottimi attori, non parla di nessuno eppure parla di tutti, non è reale eppure lo guardi e dici: "Ma questa situazione mi pare di averla vissuta". Il film è Eva contro Eva, la scena finale.
Ecco, il film parla di una tenera e apparentemente inoffensiva Eva (Anne Baxter) che chiede di entrare nelle grazie della famosa attrice Margo Channing (Bette Davis, eccezionale, potente più o meno quanto la Diva Julia) che le si affeziona subito. Ingenua Margo Channing! La dolce e premurosa Eva si scopre poi essere un mostro di perfidia, opportunismo e ipocrisia che usa Margo per diventare la nuova grande attrice del momento.
E io che non ho saputo cogliere l'insegnamento del grande classico del cinema!
Un insegnamento semplice quanto quello di cappuccetto rosso.
Un insegnamento duro ma necessario che le fanciulle ingenue dovrebbero tenere a memoria prima di affidare le proprie vacanze, i propri amici, le proprie confessioni, le proprie serate e le proprie colazioni domenicali ad una "amica". Ecco la perla di saggezza che potremmo rappresentare nella versione racconto allegorico con un pesce pagliaccio fagocitato da un accogliente anemone di mare.
Ora non vorrei che con lo spezzone di sopra si venisse a creare subito il sospetto nel lettore: "Ehi, aspetta, ma allora c'entra la sua vita personale, si sta paragonando a Bette Davis...quindi c'è di mezzo una Eva?". Eh sì, cazzo, mi piacerebbe tantissimo essere una tostissima Bette Davis che brinda mordendo un sedano alla salute di quella stronza, ma purtroppo il mio profilo delicato non me lo permette, merde!
La cosa che mi ha sorpreso ripensando al film a posteriori (a posteriori di certe delusioni) è come non abbia valutato reale la cattiveria di certe donne, che invece può essere un cazzoto nello stomaco, ben reale. Non pensavo che esistesse una legge della jungla secondo la quale un' amica per conquistare il maschio alfa deve diventare un predatore, un panterone aggressivo, una faina inferocita, un coccodrillo affamato, un velociraptor strafatto. Anche perché che bisogno c’è, voglio dire, di tirare fuori le unghie davanti ad una innocua vongola (nell'allegoria io sono la vongola, se non si fosse capito, e la presenza nonsense della vongola in questa scena di documentario alla superquarck serve proprio a far capire al lettore quanto anche la vongola non abbia capito perché il predatore ce l'ha con lei).
Siamo finiti così a parlare di atti di sessismo: "perché le donne sono tanto cattive tra loro?" Ma Cristo Santo, dov'è finita la sorellanza femminista? Già alle elementari ero l'oggetto preferito del bullismo femminile. Si parla tanto del bullismo maschile, ma io voglio istituire una onlus che si chiamerà "vittime del bullismo femminile". Infine Qual è l'insegnamento di questa storia?
Mai fidarsi delle amiche, quelle che quando t'incontrano per strada ti dicono: "Ehi! Ma ti sei truccata molto, sei invecchiata oppure sei soltanto abbronzata?" o "Ma come ti sei vestita?" con tono di disgusto e sufficienza, quelle che ti chiamano solo per chiederti "Ma ti sei lasciata con Rutto???" senza nemmeno un: "Come stai? ", quelle che ti trasformano da amica a ex del proprio ragazzo, insomma, quelle che improvvisamente fanno finta di non conoscerti per la strada. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale, comunque chi vuole dare un nome alla persona citata sappia che io per motivi di privacy mi riferisco a lei come Puzzola, Caccola, Merdaccia, Stronzogalleggiante, Stronzocheaffonda, Stercosuino, ecc. Temo che il generatore di parole a vapore si sia inceppato.
Ora, perché fare questo lungo post con il quale rischio l'accusa di "Ma l'Isa si è fatta solo dei film" o "è gelosa" (accuse che per altro ho gia subito facendoci sopra delle grasse risate e delle fini analisi psicologiche)?
O perché scrivere un post o troppo vago per chi non mi conosce o troppo personale per chi mi conosce, che quindi comunque non interessa a nessuno?
Ma perchè i fatti sono di rilevanza universale. E hanno già avuto gli onori delle scene.
E poi vuoi mettere lo sforzo di raccontare trutto questo in un buon italiano a cui sei costretta se vuoi pubblicare qualcosa online agli occhi di tutti.
Uh uh...faticaccia!
Comunque per chi fosse interessato ad aprire con me la onlus (Eva vs Eva) possiamo vedere di estenderla anche al bullismo maschile (Adamo vs Adamo).
lunedì 30 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
domenica 1 novembre 2009
Estetica matematica

Gli occhi sgranati davanti ad una lavagna di rune:
I-"Ma a cosa serve tutto questo? Tu hai capito a cosa serve questo teorema?"
A-"No, ma torna perfettamente."
I-"Sì, sì, lo vedo anch'io che torna, ma a che mi serve? perché dimostrarlo?"
A-"Se entri in un museo e guardi un quadro ti chiedi a cosa serve? Sai cosa vuol dire nella sua essenza? No, eppure è bello lo stesso."
Grande massima del Reds.
venerdì 18 settembre 2009
giovedì 27 agosto 2009
Salvate il cinema italiano

Dopo un post incomprensibile ecco cinque film da vedere negli ultimi caldi pomeriggi di vacanza. Cinque film che salvano la reputazione del cinema italiano infangato dai vari Muccino e De Sica (Christian è ovvio!).
Dedicato alla Shila che ha iniziato a vedere più film del solito.
1-Flop degli anni novanta, che flop non merita di essere, L'ultimo Capodanno di Marco Risi, tratto dal racconto di Niccolò Ammaniti L'ultimo capodanno dell'umanità. Ottima anche la Bellucci, per chi non ci crede, garantisco io.
2-Aspettando il sole di Ago Panini, una costruzione a cubo di Rubrik nell'Hotel Bellevue con un finale molto simile al film sopraccitato. Cast eccezionale che fa capire che alle volte si può essere belli e bravi.
3-Le conseguenze dell'amore di Sorrentino, duro e poetico, con Toni Servillo, grandissimo attore che ha indossato i panni del divo giulio.
4-Rivisto di recente Non Pensarci, leggero, ma bello, con una colonna sonora da urlo e un mitico Mastandrea, sempre nei panni dello sfigato, che tanto gli stanno bene.
5-Ultimo, Questione di cuore dell'Archibugi, che a sentire il titolo sembra la solita commedia romantica che vende sempre bene, ma non lasciatevi ingannare. Film sulla creatività e su un paio di occhiali.
A voi la scelta da dove iniziare, ma ve li consiglio tutti prima di dire che il cinema italiano è morto!
martedì 19 maggio 2009
E riscoprirono l'adolescenza a 20 anni...

I-"Ciao Zoe, senti...sabato sono a dormire da te..."
Z-"Ehm...ok..."
I-"No, nel senso...sono a dormire DA TE"
Z-"Aaaaah, certo! Perfetto, anche perché io sono a dormire da te sia venerdì che sabato."
I-"Ok, perfetto...non si dovrebbero chiamare le nostre madri, vero? Non l'hanno mai fatto..."
MT-"Ehm, Marco, sabato sono a dormire da te..."
MR-"Eh?"
MT-"Si...DA TE..."
MR-"Aaaah, certo!"
MT-"Non so ancora bene per quale motivo...e soprattutto perché dovrei prendere la macchina se in genere prendo il treno per venire..."
MR-"Bhe, poniamo che ci sia una fantomatica festa a veterinaria, che ti serva la macchina per andarci e che un tuo simpatico compagno di corso ti offra un letto dove dormire."
MT-"Diabolico!"
MR-"Ah! Dimenticavo! Mercoledì Isa SONO A STUDIARE DA TE e resto anche a cena..."
I-"...studiare da me e anche a cena? ceeeeerto..."
MR-"Credibile?"
I-"Più o meno."
Le classiche scene: "Mamma, esco con gli AMICI" fatte dal fratello quindicenne vengono prese a modello da ventenni ormai fatti. Ma noi ci siamo persi la ribellione da quindicenne per la strada... o forse no. Forse siamo solo primogeniti o figli unici sui quali si scaricano tutte le apprensioni della famiglia.
Non so perché, ma ho come il sospetto che in questa catena di bugie ci sarà un anello debole, una parola calibrata male, un oggetto fuori posto, una talpa, una telefonata improvvisa, qualcuno che canterà. Eppure, non ci sarà nessun grillo parlante che ci farà cambiare idea.
martedì 14 aprile 2009
Ascoltare con gli occhi e vedere con le orecchie

"Spengi immediatamente la musica! Non riesco a godere nulla del panorama, la musica non mi permette di vedere bene."
"Ehm...va bene"
Il padre spenge lo stereo.
"E te Isa, smettila di ascoltare l'ipod, non ti si può neanche parlare. È da idioti romanzare la propria vita dandogli una colonna sonora senza rendersi conto della realtà."
Se mi si impedisce di ascoltare musica in compagnia in un viaggio in macchina allora me l'ascolto sul mio ipod.
Lasciando stare i miei dialoghi in macchina con la madre parte il dibattito: ascoltare la musica rende ciechi? Eppure, un bel brano di Bob Dylan, mentre guardate la primavera in fiore fuori dal finestrino, non vi permette di vedere più di quello che vedreste normalmente? È bene ascoltare la musica in una stanza bianca e vuota oppure per la strada in bicicletta rischiando l'incidente? E mettere una colonna sonora alla propria vita è una brutta abitudine da sognatore e visionario? La realtà ha una sua melodia o gliela diamo noi? Ci sono certi brani che fanno ascoltare con gli occhi e certi altri che fanno vedere con le orecchie? E quali sono?
Sono ben accette le risposte, i commenti e i suggerimenti.
Nel frattempo mi concedo una top five primaverile un po' indie con canzoni del passato e del presente:
Al primo posto Over and over again dei Clap your hand and say Yeah, colonna sonora di Non pensarci.
Al secondo Young love dei Mystery jets, scoperta per puro caso fra un blog e l'altro.
Al terzo Whole wide world di Wreckless Eric, direttamente dalla primavera dell'anno scorso, due accordi, ed un bel film da ricordare, Stranger than truth.
Al quarto Jungle Drum di Emiliana Torrini, cantante italo-islandese, e per carità non me la paragonate a Bjork. Zoe scaricatela, è perfetta per questa stagione...
Last but no Least Whistle degli Sporto Kantes, perfetta per ballare in cucina, da sola, facendo versacci.
Purity

Un ringraziamento ad Alessandro che mi ha fatto apprezzare un po' di più la matematica (in un periodo di dubbi esistenziali) grazie a questa vignetta e al sito di questo matematico un po' anomalo (http://xkcd.com/).
domenica 1 marzo 2009
I love Lollo
venerdì 27 febbraio 2009
7 heures du mat.

Inaugurato il nuovo blog. Eccovi il link http://7heuresdumat.blogspot.com/
Continuerò comunque a scrivere sul mondisa.
giovedì 12 febbraio 2009
Urlatelo al mondo!

Passato un esame, passato un momento di crollo psicofisico, passato un momento di abbiocco clamoroso e di bradipismo da pantofola, divano e tazza latte e biscotti...Ho voglia di urlare!
Non c'è niente di meglio che prendere la propria bicicletta arancione peugeot e correre per la città con l'ipod sparato nelle orecchie e cantare senza ritegno per sfogarsi.
Top five di cosa si urla bene in bici:
Maria di Blondie
Somebody to love dei Jefferson Airplane
All these things that I've done dei Killers
99 red luft Ballons di Nena (da urlare anche se non se ne conosce il testo)
Take another little piece of my heart, qualsiasi versione è accettata anche se Janis si presta molto all'urlo selvaggio!
(fosse stata una top six c'avrei infilato anche My happy ending di Mika, trash, ma coinvolgente)
Si accettano consigli, dato che oggi dovrò pedalare parecchio.
"Mi parli dell'interpolazione di Lagrange"
"Bene, noi le proponiamo un 19"
"lo accetto"
"Allora, mi dia il libretto"
"È di quest'anno?"
"Sì"
"Numero di matricola?"
"444519"
"4-4-4-5-1-9" taptaptap sulla macchinetta per gli scontrini "firmi qua"
"No! aspetti un attimo...cioè firmi pure, però non so se questo esame le vale a lettere"(DOW! Inevitabile realizzarsi di un incubo ricorrente, perenne spunto per battutacce fra amici)
"No, no, giri pagina, c'è il passaggio di corso nella seconda pagina" (quella "macchia" resterà per sempre)
"ah"
silenzio
"cioè,...scusi,...ma..."
"Sì, ho fatto una settimana di cinema-musica-teatro e poi mi sono iscritta a matematica"
"Ah...e...il motivo se mi è concesso chiedere?"
"Il cmt è poco stimolante e diciamo che le prospettive di lavoro sono veramente poche..."
"...bhe quello è sicuro..."
"Poi un giorno sono venuta a seguire matematica e mi è piaciuta la sfida"
"Quindi lei non c'era ai primi compitini"
"No"
"Ma come mai dalla musica e il teatro alla matematica..." (il ricercatore non capisce)
"Che vuol dire, proprio perché dalla musica e il teatro allora alla matematica" (il docente si inorgoglisce)
"Poi non si può mai sapere a cosa potrebbe servirmi la matematica..."
"Allora signorina complimenti" il ricercatore mi stringe la mano.
"Complimenti sul serio" il docente mi stringe la mano e gli strappo il primo sorriso sul viso da orso.
"Grazie" ("però un voto più alto me lo potevi mettere, anche solo per l'originalità del percorso di studi!"penso io)
Come hanno detto i miei compagni o sarò lo "zimbello" di matematica, o sarò la "star" di matematica. Quello che è sicuro è che fra colleghi gireranno telefonate ilari sull'esame di aritmetica di una ragazza "di lettere", anzi scusate, di "Cinema Musica e Teatro" (proud of it!).
"lo accetto"
"Allora, mi dia il libretto"
"È di quest'anno?"
"Sì"
"Numero di matricola?"
"444519"
"4-4-4-5-1-9" taptaptap sulla macchinetta per gli scontrini "firmi qua"
"No! aspetti un attimo...cioè firmi pure, però non so se questo esame le vale a lettere"(DOW! Inevitabile realizzarsi di un incubo ricorrente, perenne spunto per battutacce fra amici)
"No, no, giri pagina, c'è il passaggio di corso nella seconda pagina" (quella "macchia" resterà per sempre)
"ah"
silenzio
"cioè,...scusi,...ma..."
"Sì, ho fatto una settimana di cinema-musica-teatro e poi mi sono iscritta a matematica"
"Ah...e...il motivo se mi è concesso chiedere?"
"Il cmt è poco stimolante e diciamo che le prospettive di lavoro sono veramente poche..."
"...bhe quello è sicuro..."
"Poi un giorno sono venuta a seguire matematica e mi è piaciuta la sfida"
"Quindi lei non c'era ai primi compitini"
"No"
"Ma come mai dalla musica e il teatro alla matematica..." (il ricercatore non capisce)
"Che vuol dire, proprio perché dalla musica e il teatro allora alla matematica" (il docente si inorgoglisce)
"Poi non si può mai sapere a cosa potrebbe servirmi la matematica..."
"Allora signorina complimenti" il ricercatore mi stringe la mano.
"Complimenti sul serio" il docente mi stringe la mano e gli strappo il primo sorriso sul viso da orso.
"Grazie" ("però un voto più alto me lo potevi mettere, anche solo per l'originalità del percorso di studi!"penso io)
Come hanno detto i miei compagni o sarò lo "zimbello" di matematica, o sarò la "star" di matematica. Quello che è sicuro è che fra colleghi gireranno telefonate ilari sull'esame di aritmetica di una ragazza "di lettere", anzi scusate, di "Cinema Musica e Teatro" (proud of it!).
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